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Indonesia dopo il terremoto e' l'ora dei soccorsi

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Indonesia dopo il terremoto e' l'ora dei soccorsi

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In Indonesia è scattata l’ora degli aiuti internazionali. A lanciare l’appello, dopo il terremoto che mercoledì ha fatto centinaia di vittime sull’isola di Sumatra, è stato il ministro della sanità Siti Falidah Supari. Tra mille difficoltà proseguono intanto le operazioni di soccorso. Le squadre che scavano tra le macerie hanno individuato ieri due donne, rimaste imprigionate fra i resti di una scuola di lingua. A complicare le operazioni, oltre ai frequenti blackout elettrici, anche l’inagibilità delle strade. Allarme dalla Croce Rossa Internazionale: la situazione a Padang è grave, dicono, ma non dimentichiamo le zone rurali. Interi centri agricoli attorno alla città, nell’ovest di Giakarta, sarebbero stati del tutto rasi al suolo. Di altri non rimarrebbero che gli scheletri. La più colpite restano comunque la città di Padang e le province circostanti. Il sisma di mercoledì è al momento il più grave mai registrato sull’isola dal maggio 2006. Rispetto ai 3000 morti di allora, mettono in guardia dal Ministero della sanità, questa volta potrebbe però andare addirittura peggio. Almeno 1100 le vittime finora stimate dall’Onu. Una distesa di sacchi gialli e un obitorio improvvisato a cielo aperto, che ribadiscono l’urgenza degli aiuti internazionali: una cordata, a cui insieme a Onu e Unione Europea, hanno già aderito anche Cina, Australia e Giappone.