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Soccorritori al lavoro alle Samoa e a Tonga

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Soccorritori al lavoro alle Samoa e a Tonga

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Le isole Samoa statunitensi e quelle occidentali sono devastate dallo tsunami che le ha colpite martedì. Il bilancio, fermo per il momento a più di cento vittime, nelle prossime ore potrebbe aggravarsi perché all’appello mancano ancora molte persone.

Le onde, scatenate dal terremoto di otto gradi sulla scala richter registrato nell’Oceano Pacifico, hanno spazzato via interi villaggi. “Il sisma è stato davvero spaventoso, ed è stato frustrante rimanere bloccati in cima alla collina. Non potevamo scendere – racconta questa donna originaria della Nuova Zelanda – capivo che non potevamo scendere, ma poi scendere e non trovare nulla…davvero da torcere le budella. Ma i bambini e mio marito stanno bene, la nostra famiglia sta bene, e ci sono così tante vittime che dobbiamo essere grati” Nei due arcipelaghi sono al lavoro i soccorritori. L’Unione Europea ha già stanziato 150 mila euro per i primi aiuti umanitari. Anche il primo ministro delle Samoa occidentali si è recato sul luogo di un disastro a quanto pare inevitabile, visto che il sistema di sorveglianza del Pacifico ha lanciato l’allarme subito dopo il terremoto, ma la vicinanza delle isole all’epicentro del sisma ha reso inutile ogni allerta. Anche il regno di Tonga, composto da 170 piccole isole, a sud delle Samoa, è stata colpito. Qui lo tsunami, con onde alte da quattro a sei metri, ha fatto almeno sei vittime.