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L'Irlanda verso il referendum, favorito il sì

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L'Irlanda verso il referendum, favorito il sì

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Il Trattato di Lisbona un anno dopo sotto la lente degli irlandesi. Al referendum di venerdì 2 ottobre dovrebbe spuntarla il sì, secondo gli ultimi sondaggi.

Tra il 48 e il 68 per cento della popolazione sarebbe favorevole all’entrata in vigore del Trattato. Contrariamente all’anno scorso: a favorire lo spostamento dell’opinione dei cittadini è stata la crisi, dice Tony Connoly, corrispondente della tv pubblica irlandese a Bruxelles. “La tigre celtica è stata scossa da un momento all’altro e questo ha colpito l’elettorato irlandese, molti voteranno sì perché pensano che senza l’Europa non si può far fronte alla crisi. Pensano che visto che l’Europa è stata un bene per l’economia irlandese ora non le si può voltare le spalle, in tempo di crisi”. I sostenitori del no in tutta Europa fanno notare che votare di nuovo dopo la bocciatura prova che nell’Unione Europea i grandi Stati hanno più peso a discapito di quelli più piccoli. Di tutt’altre vedute Daniel Keohane, analista allo European Union Institute for Security Studies. “Credo che i piccoli Stati abbiano tratto profitto dall’Unione Europea. Tutte queste regole assicurano che i grandi Stati si comportino bene. Questa è la bellezza dell’Unione Europea. Garantire a ognuno un campo da gioco corretto. In generale direi che i piccoli Stati sono davvero i grandi beneficiari”. L’Irlanda è l’unico Paese obbligato dalla Costituzione a organizzare un referendum, che si tiene per la seconda volta dopo le garanzie ottenute da Bruxelles su alcune specificità celtiche. I risultati sono attesi per sabato pomeriggio.