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Un altro suicidio a France Télécom, è il 24esimo caso in 18 mesi

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Un altro suicidio a France Télécom, è il 24esimo caso in 18 mesi

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Ancora un suicidio a France Télécom. Un dipendente di 51 anni si è gettato da un cavalcavia nei pressi della città di Annecy, vicino al confine con la Svizzera. L’uomo, padre di due figli, ha lasciato una lettera alla moglie in cui denuncia il clima all’interno dell’azienda. Salgono così a 24 i lavoratori della società di telecomunicazioni che, per lo stress da lavoro, si sono tolti la vita nell’ultimo anno e mezzo.

Alla notizia del nuovo decesso, per la prima volta il presidente Didier Lombard si è recato sul posto. E ha annunciato cambiamenti nelle strategie del gruppo: “A livello nazionale, abbandoneremo il principio di mobilità dei quadri ogni tre anni e qui ad Annecy sospenderemo gli obiettivi individuali”. L’ultimo suicida, dopo aver lavorato nella gestione dei rapporti con le aziende, era stato trasferito in un call center. Secondo i colleghi, da mesi era caduto in depressione, continuava a ripetere che non ne poteva più. I responsabili dell’ufficio erano al corrente del suo stato di salute. I sindacati hanno attaccato l’intero management: “Oggi – ha detto il leader sindacale Jean-Claude Portello – è l’intera direzione di France Télécom che deve dare le dimissioni. E’ gente che non merita di essere in quel posto. Pensano soltanto agli interessi degli azionisti, ma non si curano affatto delle persone”. I sindacati hanno chiesto il congelamento della ristrutturazione non fino al 31 ottobre, come promesso dall’azienda, ma fino a quando il tavolo sullo stress, che il governo ha aperto il 18 settembre, non sarà concluso.