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L'Onu condanna il bagno di sangue in Guinea

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L'Onu condanna il bagno di sangue in Guinea

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Piovono condanne da tutto il mondo nei confronti della giunta al potere in Guinea dopo il bagno di sangue nello stadio della capitale che ha provocato la morte di almeno 128 persone. Una manifestazione lunedì contro la ventilata candidatura del capo della giunta militare Dadis Camara alle presidenziali è sfociata nella repressione più violenta.

“Vogliamo che Daddis Camara se ne vada, dice un manifestante. Candidato o no, se ne deve andare. Continueremo a lottare per questo finchè non se ne sarà andato”. “Dobbiamo conquistare la libertà. Vogliamo costruire una vera democrazia in questo paese, per questo lottiamo”. Davanti all’enorme folla – lo stadio poteva contenere 25 mila persone ed era gremito – l’esercito ha cominciato a sparare ad altezza d’uomo. Subito dopo camion militari sono stati visti caricare cadaveri nel tentativo di mascherare l’entità del massacro. Centinaia i feriti e gli arrestati, tra questi anche i leader dell’opposizione Cellou Dalein Diallo e Sidya Touré. Chiara l’intenzione della giunta di neutralizzare ogni resistenza prima delle elezioni di gennaio.