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Il futuro delle truppe internazionali in Afghanistan al centro delle relazioni transatlantiche

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Il futuro delle truppe internazionali in Afghanistan al centro delle relazioni transatlantiche

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Mentre il comandante dei militari della Nato sul terreno il generaale McChrystal chiede più uomini o la missione è destinata a fallire, il presidente Barak Obama ha lanciato un gruppo di lavoro a porte chiuse per rivalutare la strategia dell’intervento americano in Afghanistan.

Ieri il neo segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen ha riconosciuto che un esito positivo della missione è legato alla disponibilità di ulteriori risorse. “Non mi faccio illusioni, ha detto. Non sarà facile e non sarà rapido. Ci vuole pazienza. E più risorse. Sfortunatamente perderemo altri giovani soldati a causa degli attacchi terroristici dei Taleban. Ma sono completamente d’accordo con il presidente Obama quando dice che questa guerra non è una scelta, ma una necessità”. In Europa e in America il sostegno alla guerra non è mai stato così basso. “Discutere della riduzione delle truppe europee o canadesi può portare a un vero e proprio disimpegno”, ha detto Rasmussen Rasmussen ha sottolineato che l’Europa ha dato e continua a dare un ampio contributo alla missione, il 40 per cento delle truppe in Afghanistan non provengono dagli Stati Uniti.