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24 suicidi in 18 mesi: France Telecom sotto accusa

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24 suicidi in 18 mesi: France Telecom sotto accusa

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La lista nera dei suicidi mette sempre più alle strette France Telecom. Ad Alby-sur-Chéran, in Alta-Savoia, ancora un dipendente dell’azienda francese della telefonia si è tolto la vita: sono 24 negli ultimi 18 mesi.

L’amministratore delegato Didier Lombard, tra fischi e insulti, si è recato nelle sede in cui lavorava l’uomo che si è gettato ieri da un viadotto lasciando una lettera in cui accusa l’azienda: “Questa pressione deriva dalla necessaria competizione con la concorrenza…” ha detto Lombard. “Ma credo ci debba essere modo di diminuire questa pressione con una gestione più umana” ha poi ammesso. Sotto pressante richiesta del governo, il 15 settembre i vertici dell’azienda si erano impegnati ad applicare politiche aziendali meno aggressive. Mobilità nella distribuzione delle funzioni, licenziamenti, cambiamenti di sede sono secondo i sindacati e i medici all’origine della catena di suicidi: “Il problema dei cambiamenti professionali è che i dipendenti non hanno più l’impressione di fare un buon lavoro, un lavoro di qualità” spiega un medico del lavoro. “Questo comporta una perdita di autostima che genera angoscia e depressione”. Attualmente i dipendenti sono 102.000. Un amico della vittima racconta il disagio diffuso, ma preferisce farlo in maniera anonima: “Cercano di colpevolizzarci. Ci dicono avete avuto una formazione, dovete riuscire, non ci mettete abbastanza buona volontà. Ecco come funziona”. France Telecom, il cui azionista di maggioranza resta lo Stato francese, smentisce la notizia secondo cui sarebbe in allestimento una sede parigina “anti-suicidi” con finestre e balconi bloccati.