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Ritardi nell'inchiesta sul disastro del volo Air France

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Ritardi nell'inchiesta sul disastro del volo Air France

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I parenti delle vittime dell’incidente aereo del volo Rio de Janeiro-Parigi si accalcano nei corridoi del Palazzo di giustizia di Parigi.

Ieri, per la prima volta, da quando a giugno scorso è stata aperta l’inchiesta, sono stati convocati in tribunale. Tempi lunghi insomma. E nulla, al momento, lascia prevedere che possano accorciarsi. Le ragioni dell’incidente non sono state ancora elucidate. “Nessuno si pronuncia e ci dicono che potremmo andare avanti cosi per anni. Il problema è che noi non abbiamo intenzione di continuare a vivere cosi ha spiegato la sorella di una delle 228 vittime del disastro aereo. Il disagio per le lentezze e le scarse informazioni fornite alle diverse associazioni di parenti e amici formatesi in questi mesi emerge anche dalle parole di uno degli avvocati delle parti civili. “La gente che è venuta qui si aspettava non compassione ma risposte precise su cosa è successo e su come l’incidente è potuto avvenire” Le 228 vittime che si trovavano a bordo dell’A330 dell’Air France erano in maggioranza francesi ma molti erano anche i brasiliani e i tedeschi. Le ricerche nello specchio di mare dove l’aereo si è inabissato sono state interrotte dopo che la Francia aveva dispiegato anche i sottomarini per tentare di reperire le scatole nere. Gli inquirenti hanno assicurato che riprenderanno entro breve.