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A Pittsbourgh si apre il G20 straordinario

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A Pittsbourgh si apre il G20 straordinario

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Dall’Assemblea generale dell’Onu al vertice straordinario del G20. Da New York a Pittsbourgh. L’autunno è appena cominciato ma le riunioni tra i leader dei paesi più industrializzati si susseguono con il corollario usuale fatto di imponenti misure di sicurezza e di contromanifestazioni altermondialiste. Il summit organizzato nella città simbolo dell’industria siderurgica a stelle e strisce dovrebbe servire a consolidare l’uscita dalla recessione globale cercando di porre le basi di un nuovo ciclo economico, in grado di affrontare i temi scottanti del cambiamento climatico e della regolamentazione del mondo della finanza.

E’ il secondo tempo di un match inziato la scorsa primavera a Londra e il cui esito non è affatto scontato. Sugli obiettivi e le priorità la discussione si annuncia animata. Il rischio – paventato da diversi analisti tra cui David Smick esperto statunitense di politiche economiche – è che i leaders mondiali compiaciuti dalle misure urgenti che hanno limitato gli effetti della recessione rinuncino ad affrontare le cause profonde che hanno provocato la crisi. Il mondo pero’ non puo’ piu permettersi di aspettare. I militanti di GreenPeace ieri hanno voluto ricordarlo a modo loro srotolando dal principale ponte della città uno striscione che ricordava i pericoli a cui tutti stiamo andando incontro. Oltre a misure moralizzatrici da imporre agli spericolati traders della finanza, oltre alla messa al bando dei paradisi fiscali ci si attende che il G20 getti le basi per un accordo sul clima che implica assunzioni di responsabilità condivise.