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Zelaya critica l'offerta di dialogo dei golpisti, accerchiata l'ambasciata del Brasile

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Zelaya critica l'offerta di dialogo dei golpisti, accerchiata l'ambasciata del Brasile

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Un’offerta di dialogo, le accuse di manipolazione. Tra Manuel Zelaya e il governo golpista dell’Honduras continua il braccio di ferro.

Il presidente deposto lo scorso giugno ha affermato che Roberto Micheletti non vuole davvero risolvere la crisi. Il presidente de facto dell’Honduras si è detto pronto al dialogo se Zelaya rinuncia a tornare a guidare il Paese e vuole che compaia davanti alla giustizia per oltraggio alla costituzione. “Sono pronto a discutere come risolvere la crisi politica nel quadro della costituzione honduregna” sostiene Micheletti in una dichiarazione letta da Carlos Lopez Contreras, ministro degli Esteri ad interim, “e sono pronto a farlo con Zelaya se riconoscerà le elezioni presidenziali sotto mandato costituzionale previste per il 29 novembre”. Intanto l’ambasciata del Brasile a Tegucigalpa è ancora accerchiata dall’esercito e dalla polizia che hanno bloccato l’accesso alla sede diplomatica dove sono rifugiati Zelaya, la sua famiglia e decine di sostenitori. Il governo brasiliano ha promesso di garantire la sua sicurezza e ha esortato l’Onu ad affrontare la questione. Martedì centinaia di poliziotti avevano respinto con gas lacrimogeni i sostenitori di Zelaya nei dintorni dell’ambasciata. Nella città è ancora in vigore il coprifuoco dichiarato lunedì. Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e l’Organizzazione degli Stati americani chiedono che Zelaya sia reintegrato nele sue funzioni.