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Polemiche in Francia dopo lo sgombero del campo di Calais

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Polemiche in Francia dopo lo sgombero del campo di Calais

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La chiamavano la giungla di Calais. Da ieri i terreni incolti attorno alla città francese sulla Manica in cui si rifugiavano centinaia di immigrati prima di tentare la traversata verso l’Inghilterra è vuota. L’imponente blitz poliziesco ordinato dal ministro per l’immigrazione Eric Besson sta provocando aspre polemiche in Francia.

“Un gesto disumano e inutile” lo hanno definito le reti di sostegno ai clandestini tra cui molti erano i minorenni di origine irachena e afghana. “Un atto dovuto e rivolto non contro gli immigrati ma contro i trafficanti di esseri umani e i passeurs” ha replicato il governo. Il passa parola circolava da giorni e molti immigrati sono comunque approdati in Gran Bretagna paese che non aderisce allo spazio Schengen. “La polizia francese ha fatto irruzione nel campo e ha trattato i miei connazionali come animali” ha raccontato una donna della comunità afghana londinese. Il giorno dopo il blitz parlano anche i camionisti che per lavoro utilizzano l’Eurotunnel; “Penso – ha spiegato uno di loro – che i francesi avrebbero dovuto essere più duri. Anche a me capitato di trovare sotto il mio camion qualcuno di questi. Cacciarli lasciandoli scorrazzare liberi non serve”. La regione francese del Pas de Calais è da tempo una delle zone dove il problema dell’immigrazione clandestina è più sentito. Nel 2002 Sarkozy allora ministro degli interni aveva chiuso il centro di Sangatte gestito dalla Croce Rossa e divenuto rifugio per migliaia di immigrati. Al suo posto sono sorti allora accampamenti improvvisati. L’obiettivo di chi vi viveva in condizioni piu che precarie era sempre quello: riuscire a raggiungere la Gran Bretagna