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La "Giungla", il Day after

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La "Giungla", il Day after

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Dell’accampamento di immigrati clandestini sgomberato e raso al suolo ieri dalle autorità francesi nel nord della Francia, a Calais, oggi resta poco, mentre le polemiche si moltiplicano. Buona parte della stampa francese ha fortemente criticato l’iniziativa, ritenuta inefficace a lungo termine.

Soddisfatti invece gli abitanti e i commercianti della zona, come il proprietario del bar locale. “Io ho tirato un sospiro di sollievo, dopo tanti anni è una liberazione. Adesso di sera non ci sentiremo piu’ in pericolo, fine dei problemi e degli scazzottamenti tra di loro. Credo che adesso passeremo notti piu’ tranquille.” L’operazione effettuata ieri per ordine del ministro per l’immigrazione Eric Besson ha portato al fermo di 135 persone, una ventina sono stati subito rilasciati nel pomeriggio. Se l’obiettivo ufficiale dello sgombero era quello di porre fine all’attività lucrosa e criminale dei passatori, l’opposizione accusa il ministro di volersi fare pubblicità senza proporre alcuna misura di accompagnamento per i migranti, in maggioranza provenienti dall’ Iraq e dall’Afghanistan. Per loro Calais era l’ultima tappa prima di attraversare clandestinamente la Manica.