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Germania, alleati contro

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Germania, alleati contro

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“Noi abbiamo la forza”, si leggeva nei manifesti elettorali sia della CDU che della SPD un po’ dappertutto, come se i due partiti parlassero dallo stesso pulpito: 4 anni di grande coalizione governando fianco a fianco li hanno obbligati a trovare un terreno comune e a tenere la barra dritta al centro. Entrambi si dicono paladini dei diritti dei lavoratori, entrambi vogliono rilanciare l’economia. Ma ora a leggere tra le righe dei programmi si evince la voglia di differenziarsi. Come spiega l’ analista politico Daniel Gros: “In un certo senso il conservatorismo tedesco è diventato ancora più conservatore, più cauto. Governando al fianco della SPD e mantenendosi in un’area di centro è rimasto molto popolare, cosa che incoraggia un maggiore tradizionalismo. La SPD invece è diventata più di sinistra e ha investito in programmi più ambiziosi”. Ma non sarà facile. Steinmeier ha promesso 4 milioni di posti di lavoro in 10 anni, ma la promessa si scontra con la previsione degli economisti che stimano una cifra record di 5 milioni di disoccupati nel 2011. La sua proposta dell’introduzione di un salario minimo generalizzato è fortemente criticata dai conservatori. Ma è in campo di politica fiscale che appare il divario tra destra e sinistra. La CDU propone di alleggerire il tasso di imposizione fiscale per gli strati meno abbienti, dal 14 al 12 per cento. Ma la sinistra va oltre e propone di scendere al 10 per cento. Le fasce più ricche invece saranno tassate dai conservatori del 42 per cento sopra una soglia di 60 mila euro annui, mentre oggi questa soglia è di 52.500 euro. La sinistra propone invece di innalzare il tasso al 47% ma solo per i redditi al di sopra dei 125 mila euro annui. Evidente anche il differenziale verde tra le due parti: la SPD vorrebbe rispettare la data limite del 2020 per fermare le centrali nucleari vetuste, mentre la CDU vorrebbe ritardare la chiusura e costruire nuove centrali. Entrambi sono d’accordo sulgli investimenti in energie rinnovabili.

In politica estera Angela Merkel vorrebbe rafforzare la partneshiip con Washington. Sull’Afghanistan, il ritiro delle truppe non è in discussione, né a destra né a sinistra, ma mentre la CDU vorrebbe investire più sulla ricostruzione che sul piano militare, la SPD punta su un progressivo disimpegno lungo i prossimi 10 anni.