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La "giungla" di Calais non esiste più


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La "giungla" di Calais non esiste più

Per molti immigrati illegali il sogno di raggiungere l’Inghilterra si è infranto sulle coste francesi di Calais. All’avanzata delle forze dell’ordine gli abitanti della baraccopoli chiamata “la giungla” non hanno opposto resistenza. L’esecutivo lo aveva promesso, la giungla, l’accampamento popolato da centinaia di immigrati illegali, sarebbe stato smantellato. Con le buone o con le cattive. Gli abitanti di questa improvvisata baraccopoli speravano di intrufolarsi nei Tir in partenza per l’Inghilterra.

Ed è per questo che stamattina centinaia di poliziotti in assetto antisommossa hanno sgomberato gli immigrati, quasi tutti afghani, rimasti nel campo e distrutto i loro ricoveri. A difendere gli immigrati gli attivisti di alcune Ong che hanno cercato, senza successo, di impedire l’avanzata della polizia. Alla fine, su 278 persone fermate, ci sono finiti anche due attivisti. Più di 130 invece, i minori identificati. Il comportamento degli agenti ha scandalizzato questa volontaria: “Non c‘è stata violenza da parte di queste persone e c’erano anche fra i 40 e i 50 bambini. Non si trattano così i bambini”. Dopo lo sgombero, rifugi tirati su alla meglio sono stati distutti con le ruspe e laddove c’era una baraccopoli improvvisata è tornata campagna. E il governo francese promette che di operazioni del genere ce ne saranno altre.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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