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L'Esecutivo francese però non ci sta a farsi mettere sul banco degli imputati

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L'Esecutivo francese però non ci sta a farsi mettere sul banco degli imputati

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La situazione per Parigi è diventata insostenibile e lo stato di diritto sarebbe a rischio in certe regioni del paese. A dirlo il ministro per l’immigrazione Eric Besson che rimanda al mittente le accuse di non rispettare i diritti umani: “Ho visto che alcuni descrivono la giungla come una specie di villaggio-vacanze. Non è un accampamento di rifugiati. È un campo base per gli spalloni dove ci sono persone vittime di violenza. Ci sono dei capi, delle filiere, qui regna la legge della giungla. I capibastone non vivono nell’accampamento. Sono, direi…nei paraggi, e i luogotenenti entrano ed escono come a casa loro. Sono strutturati, organizzati, hanno aggredito le forze dell’ordine, taglieggiato imprenditori, minacciato alcuni abitanti della zona. Dobbiamo spezzare questa catena e smantellare la filiera”. Sul tema fra Londra e Parigi è in corso un dialogo fra sordi. L’Inghilterra ha rifiutato di firmare il trattato di Schengen per la libera circolazione di uomini e merci, ma non offritrebbe, questa l’accusa dei francesi, grande sostegno all’esagono nella sua lotta all’immigrazione clandestina.