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Amnesty Europa denuncia i respingimenti

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Amnesty Europa denuncia i respingimenti

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L’Unione europea, in modo particolare alcuni stati membri, sembrano non tenere in considerazione la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, rinviando la palla nel campo di quei paesi da dove arrivano gli immigrati, come la Libia.

Questo almeno al giudizio del direttore di Amnesty europa, che incoraggia di chiedere asilo in quei paesi che hanno un buon sistema d’accoglienza: “Per esempio, se diamo uno sguardo alla situazione di Calais, la maggiorparte dei profughi hanno famiglia in Gran Bretagna, parlano la lingua, è una buona ragione per tarsferirli in un posto dove possono avere un futuro. Quindi da una prospettiva umanitaria , non siamo contrari a condividere questo fardello. Non dovrebbe essere comunque una scusa per andare contro la legge così come gli stati del sud Europa stanno facendo”. Una politica europea volta a favorire l’integrazione dei bambini e degli adolescenti che arrivano senza accompagnamento sarà messa a punto sotto la presidenza spagnola, che inizia il prossimo primo gennaio. “È importante capire che non bisogna respingere i minorenni , non bisogna metterli in carcere. Bisognerebbe piuttosto dar loro la possibilità di di continuare il proprio percorso scolastico e di imparare o migliorare la lingua. Dovrebbero esserci misure speciali per gli adolescenti e i più giovani perché appartengono a un gruppo vulnerabile. Godono di uno statuto speciale e devono avere un accesso speciale”.