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In piazza contro i licenziamenti alla Opel

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In piazza contro i licenziamenti alla Opel

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In una Spagna già piegata dalla crisi, ora arriva anche lo spettro di migliaia di licenziamenti alla Opel. Più di 15.000 persone hanno manifestato a Saragozza contro il progetto di Magna, acquirente di Opel, di sopprimere 1.700 posti di lavoro. Gridando slogan di protesta, con una simbolica bara per Opel, vogliono proteggere tutti i 7000 addetti della fabbrica di Figueruelas.

Il 10 settembre scorso i vertici di General Motors e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno annunciato la vendita di Opel alla canadese Magna, appoggiata dalla russa Sberbank. Il piano di ristrutturazione prevede la soppressione di 10.500 posti di lavoro, tra i 50.000 dipendenti che Opel e il marchio gemello britannico Vauxhall hanno in Europa. In Germania dovrebbero essere soppressi circa 4.000 posti, in Spagna, appunto, 1.700. E la Spagna, insieme al Belgio e al Regno Unito, critica la scelta di Berlino, per la pressione esercitata nella vicenda. La vendita di Opel a Magna, infatti, nonostante le perdite di posti di lavoro nel Paese dove lavorano la metà dei dipendenti europei, permette alla Germania di preservare tutte le sue quattro fabbriche. In Spagna il tasso di disoccupazione è già al 20 percento, con oltre 4 milioni di senza lavoro. Nuovi licenziamenti aggraverebbero una situazione già difficile.