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Nuovo inizio con la Russia, ma occorre pressione sul nucleare iraniano

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Nuovo inizio con la Russia, ma occorre pressione sul nucleare iraniano

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Una nuova era nei rapporti con la Russia, a iniziare da un sistema di difesa missilistico congiunto insieme a Stati Uniti e Nato. All’indomani della rinuncia di Washington allo scudo antimissile, il Segretario generale dell’Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen, tende la mano a Mosca, ma chiede anche di fare di più. “La cooperazione tra la Nato e la Russia non è una questione di scelta – ha detto da Bruxelles. E’ una questione di necessità. Sia la Nato che la Russia hanno molta esperienza nella difesa missilistica. Dovremmo ora lavorare per metterla questa esperienza in comune, per un mutuo beneficio”.

Quello di fare marcia indietro sullo scudo anti-missile è un primo passo concreto della politica del reset promessa dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama nei rapporti con la Russia. Niente più radar o intercettori in Repubblica Ceca e Polonia, dunque. Una mossa giusta e coraggiosa, dice Vladimir Putin. A partire dallo stop all’impiego di missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad, a sua volta il Cremlino rinuncia alle misure di ritorsione. Ma il premier russo ha comunque sottolineato, che ora occorre fare di più: “Dopo questa decisione giusta e coraggiosa – ha dichiarato Putin -, dovrebbero seguirne altre, inclusa la completa rimozione di tutte le restrizioni esistenti in merito al trasferimento dell’alta tecnologia verso la Russia. E’ anche necessario che gli Stati uniti si impegnino affinché nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio possano entrare anche Russia, Kazakhstan e Bielorussia insieme”. Ora la palla passa in Iran. Sul nucleare si gioca il vero test di questa nuova epoca. Da Mosca si vuole la massima pressione su Teheran e un primo passo: ossia la rinuncia a vendere al regime il suo sistema di difesa anti-aerea S-300, che potrebbe essere usato nei pressi degli impianti nucleari.