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La Casa Bianca: non è razzismo contro Obama

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La Casa Bianca: non è razzismo contro Obama

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Barack Obama non crede che gli ultimi virulenti attacchi contro di lui siano dovuti al razzismo. Washington getta acqua sul fuoco dopo l’episodio senza precedenti del parlamentare repubblicano che otto giorni fa ha interrotto il presidente degli Stati Uniti in pieno discorso, al Congresso, dandogli del bugiardo.

Per il portavoce della casa Bianca Robert Gibbs si tratta solo di una conseguenza del duro scontro politico in atto sulla riforma della copertura sanitaria: “Il Presidente non crede che il problema sia il colore della sua pelle”. A rilanciare l’allarme razzismo era stato Jimmy Carter, ex presidente e uomo del sud e quindi osservatore privilegiato di un fenomeno che trova il suo radicamento proprio nel sud: “Le persone che sono colpevoli di questo tipo di attacchi personali contro Obama sono fortemente influenzate dal convincimento che Obama non dovrebbe essere presidente perché è un afroamericano. E’ un atteggiamento razzista”. Il dissenso intorno ad Obama si è cristallizzato sulla riforma della copertura sanitaria. I repubblicani lo accusano di voler portare il socialismo negli Stati Uniti. Potenti lobby sono scese in campo per bloccare la riforma e il paese è spaccato. Ma è anche vero, secondo un recente studio, che in molti stati dell’Unione stanno riprendendo piede quei movimenti patriottici armati bianchi che avevano fatto già molto parlare di sé fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, provocando anche gravissimi attentati.