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I produttori di latte restano sul piede di guerra

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I produttori di latte restano sul piede di guerra

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Lo sciopero del latte investe tutta l’Europa. L’ondata di protesta iniziata la settimana scorsa in Francia contro l’abbassamento dei prezzi è giunta in Belgio, dove i produttori hanno riversato 3 milioni di litri di latte sui campi. Manifestazioni si sono tenute anche in Germania, Austria, Paesi Bassi, Italia e Svizzera. In molti casi, gli allevatori hanno distribuito gratuitamente il latte, in altri l’hanno riversato per strada.La protesta potrebbe espandersi ulteriormente nei prossimi giorni:
 
“Il nostro obiettivo non è lasciare sfornite le latterie, ma se continua così, tutti si renderanno conto che gli allevatori sono in sciopero” avverte un manifestante.
 
Col prezzo del latte dimezzatosi, precipitando a 20 centesimi al litro, i produttori sostengono di non avere nessuna speranza di coprire i costi. Alla domanda se il momento è davvero così difficile, risponde un’allevatrice:
 
“Sono vent’anni che mungo le mucche due volte al giorno. Speravo che anche mio figlio potesse vivere di questo, ma evidentemente non sarà così. Ci sono delle persone ben vestite che hanno deciso che tutto questo debba scomparire e noi non lo vogliamo”.
 
Il Commissario europeo all’agricoltura Marianne Fischer Boel ha annunciato nuovi provvedimenti sul mercato del latte da presentare al Parlamento. Ma la protesta continua.