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Crisi latte: se ne parla a Strasburgo

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Crisi latte: se ne parla a Strasburgo

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Il grido di dolore lanciato dagli allevatori europei arriva al parlamento di Strasburgo. A una settimana dal via delle azioni spettacolari dei produttori del latte, gli effetti materiali sono difficili da valutare, ma le istituzioni comunitarie sono obbligate a volgere lo sguardo in questa direzione.

A Strasburgo a perorare la causa degli allevatori José Bové. “L’Unione europea deve ridurre drasticamente del 5% le quote, una percetuale inversamente proporzionale alla quantità di latte distribuita dagli agricoltori così da ripristinare un equilibrio tra domanda e offerta. La politica del laissez-faire è insostenibile”. Ma nelle intenzioni di Bruxelles le quote latte dovrebbero sparire da qui a qualche anno con la conseguente liberalizzazione del settore. Marian FISCHER BOEL, commissario all’Agricoltura: “In primo luogo: la relazione dalla commissione prevede che gli stati membri possano stanziare 15 mila euro per azienda agricola in questo periodo di crisi. LA commissione ha lanciato la proposta e attende conferme nelle prossime settimane. C‘è poi una buona notizia, i prezzi dei prodotti caseari nell’ultimo mese stanno aumentando del 4% in Francia e dell’8 in Germania. Percentuale ancora più alta in Gran Bretagna”. Le azioni spettacolari degli allevatori europei che hanno riversato migliaia di litri di latte non hanno avuto per il momento ripercussioni nella vita di tutti i giorni. Tra le richieste dei produttori un riequilibrio dei costi di produzione e dei prezzi di vendita al dettaglio.