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Barroso rieletto, reazioni contrastanti in Portogallo

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Barroso rieletto, reazioni contrastanti in Portogallo

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Non fiori ma opere. È quel che chiedono al neo rieletto José Manuel Barroso i suoi critici, quelli che, come il verde Cohn-Bendit, lo accusano di non avere “spina dorsale” e di essere stato particolarmente assente nella gestione della crisi economica.

Barroso è stato eletto dal parlamento europeo a capo della Commissione per un secondo mandato, un exploit riuscito finora solo a Jacques Delors. Una vittoria netta: 382 voti a favore, 219 contrari e 117 astensioni. Anche più di quanto sarebbe richiesto se fosse in vigore il trattato di Lisbona. Un trionfo celebrato in Portogallo sia dal premier socialista sia dalla sua principale rivale alle elezioni del 27 settembre. “Sono molto felice – ha detto José Socrates – e penso che tutti i portoghesi condividano questo sentimento, perché l’elezione di Barroso è una buona notizia per l’Europa e una buona notizia per il nostro paese”. Manuela Ferreira Leite ha commentato: “Questo voto rafforza la sua autorità in seno alla Commissione, perché non ha avuto solo la maggioranza relativa, ma la maggioranza assoluta, come previsto dal trattato di Lisbona”. È vero però da un lato che l’ex premier portoghese non aveva avversari, dall’altro che i socialisti si sono in gran parte astenuti. Anche nel suo paese, le critiche da sinistra sono pesanti. “La rielezione di Durao Barroso è indicativa del fatto che l’Europa ha problemi molto gravi – è stata la reazione di Francisco Louca, del Blocco di Sinistra – . L’Europa sa che Barroso è scappato dal Portogallo perché c’era una crisi economica e perché aveva subito una débacle elettorale”.