ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Abbandono dello scudo anti-missile, cade un altro progetto iniziato nell'era Bush

Lettura in corso:

Abbandono dello scudo anti-missile, cade un altro progetto iniziato nell'era Bush

Dimensioni di testo Aa Aa

L’abbandono del progetto di sistema di difesa antimissile rappresenta un ennesima sconfessione della dottrina Bush in politica estera. L’ex inquilino della Casa Bianca aveva voluto, sotto la spinta dei teorici neo-con, portare la difesa occidentale fino al giardino di casa della Russia.

Mosca aveva in più occasioni fatto presente la sua contrarietà al progetto, visto come una minaccia per la propria sicurezza. Nel giugno del 2007 gli strateghi del Cremlino avevano recapitato a Washington l’offerta di utilizzo del radar già presente in una Base russa in Azerbaygian, al confine con l’Iran. Un paese posto sotto la stessa ipotetica traiettoria di lancio di un missile iraniano diretto in Europa o negli Stati Uniti. Il rifiuto dell’amministrazione Bush è fermo: non vogliamo condividere la nostra tecnologia con i russi. Un anno dopo, a poche settimane dalle presidenziali che hanno portato Obama alla Casa Bianca, il segretario di Stato di Bush, Condy Rice, vola ancora in Polonia per assicurarsi del sostegno del nuovo governo polacco allo scudo anti-missile. L’atteggiamento del premier Tusk è meno conciliante di quello del suo predecessore. Già pochi giorni dopo la vittoria di Obama la Russia chiede di non costruire il radar in Repubblica Ceca e rinunciare al dispiegamento dei missili in Polonia. E minaccia in caso contrario di mettere i propri missili nell’enclave di Kaliningrad ai confini dell’Unione europea. Le relazioni Stati Uniti-Russia cominciano a riscaldarsi sei mesi fa quando il segretario di stato Hillary Clinton propone al collega russo Serguei Lavrov di “resettare”, cioè di aprire una pagina nuova nei rapporti bilaterali tra Mosca e Washington.