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Obama, la riforma sanitaria e il razzismo

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Obama, la riforma sanitaria e il razzismo

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L’elezione di un presidente afroamericano ha fatto risorgere i fantasmi del razzismo invece di tacitarli per sempre? E’ quello che negli Stati Uniti molti si chiedono, visto il tenore sempre più violento degli attacchi contro Barack Obama. La questione è seria, tanto è vero che anche un ex inquilino della Casa bianca ha sentito il dovere di parlarne:

“Molti abitanti di questo paese hanno l’intimo convincimento che un afroamericano non debba essere presidente – ha dichiarato Jimmy Carter – e che non meriti lo stesso rispetto che meriterebbe un bianco”. La polemica si inscrive nell’aspro dibattito sulla riforma del sistema di assistenza sanitaria. Durante il suo discorso al Congresso, mercoledì scorso, Barack Obama si è sentito dare del bugiardo da un parlamentare repubblicano. Un fatto inedito nella storia istituzionale americana. Il comportamento del rappresentante della Carolina del sud Joe Wilson è stato in seguito formalmente censurato in aula dai colleghi, ma il suo atto non smette di far scorrere inchiostro negli Stati Uniti, malgrado Barack Obama abbia minimizzato: “Si è subito scusato e senza possibili equivoci, l’ho apprezzato molto”. Secondo i repubblicani, i democratici tirano fuori la questione del razzismo solo per chiudere la bocca a chi non è d’accordo con le scelte della presidenza. E’ vero che il progetto di riforma della copertura sanitaria ha messo in allarme potenti lobbies e sta spaccando il paese, ma è anche vero che gli attacchi di carattere personale contro Obama si moltiplicano e forse le motivazioni non sono solo politiche. Secondo un recente studio in molti stati dell’Unione starebbero risorgendo movimenti patriottici armati bianchi.