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Nel Mediteranno potrebbero essere più di 30 le navi affondate con scorie nucleari

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Nel Mediteranno potrebbero essere più di 30 le navi affondate con scorie nucleari

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Il Mediterraneo cimitero dei rifuti radioattivi. È il sospetto nato dalla scoperta del relitto di una nave colma di fusti che conterrebbero fanghi radioattivi, a meno di 11 miglia dalla costa calabrese. Secondo la procura di Paola potrebbe essere infatti il primo elemento di un ‘sistema’ messo in atto dalle organizzazioni mafiose per lucrare in un business multimilionario.

L’affondamento del mercantile Cunsky, scomparso diciassette anni fa in circostanze misteriose, era stato rivelato dal pentito della N’Drangheta Francesco Fonti. Questi ha raccontato di aver partecipato per conto della mafia calabrese alle operazioni di inabissamento di tre navi. Per effettuare ulteriori ricerche sta per giungere nelle acque calabresi la nave oceanografica Astrea dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Dell’affondamento delle navi dei veleni si occuperanno due commissioni parlamentari, l’antimafia e la commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Domani il procuratore di Paola Bruno Giordano sentirà i tecnici del ministero dell’ambiente per coordinare le azioni investigative. Per accertare i rischi per la salute si stanno completando le operazioni di prelievo nei fondali del mar tirenno nei pressi di Cetraro. I risultati delle analisi saranno resi noti nei prossimi giorni.