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Proteste nelle scuole fiamminghe per il bando sul velo islamico

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Proteste nelle scuole fiamminghe per il bando sul velo islamico

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È stato il primo lunedì a capo scoperto per le studentesse musulmane delle Fiandre. La polemica sul velo islamico nelle scuole prosegue in Belgio, dove venerdì è stato imposto il divieto del foulard in un quinto degli istituti della regione, quelli finanziati dalla comunità fiamminga.

“Il 96 percento delle studentesse erano musulmane – spiega la preside di un liceo che ha subito applicato il bando – e c’era una grande pressione su altre studentesse che non erano musulmane, o che erano musulmane ma non portavano il velo. Le nostre studentesse non erano più libere”. Ma per le associazioni che contestano il divieto, si tratta di una pericolosa discriminazione: “All’inizio della settimana alcune ragazze hanno temuto di essere escluse, e ci hanno chiesto di assisterle per poter seguire i corsi da casa”, dice un’attivista. Per alcune la soluzione può essere lo studio individuale, per altre il trasferimento in una scuola islamica. Una vittoria dei populisti xenofobi, per Paul Pataer, membro dei Verdi fiamminghi: “È un punto chiave del programma dell’ex Vlaams Block, oggi Vlaams Belang, che diceva: ecco, le studentesse islamiche devono essere riunite in un ghetto scolastico. Una scuola solo per questo genere di persone”. Il bando è stato imposto dopo che il relatore del Consiglio di Stato, la più alta corte amministrativa belga, ha stabilito che la decisione non può essere demandata alle singole scuole, come accadeva fino alla settimana scorsa.