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Elezioni norvegesi, la coalizione rosso-verde resiste alle destre

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Elezioni norvegesi, la coalizione rosso-verde resiste alle destre

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Sembra tenere, in Norvegia, la coalizione di governo, la cosiddetta rosso-verde, guidata dal premier cinquantenne Jens Stoltenberg, leader del partito di maggioranza relativa, il Partito Laburista, che viene dato in lieve crescita. Lo spoglio delle schede è ancora in atto.

Già nel 2000 Stoltenberg fu primo ministro, il più giovane nella storia della Norvegia. Sono 169 i seggi complessivi del parlamento di Oslo: la maggioranza assoluta è dunque di almeno 85 seggi. E c‘è un testa a testa serrato tra i due schieramenti. Il pericolo per la maggioranza uscente sembra scongiurato: non sfonda la principale sfidante del premier, la quarantenne Siv Jensen, che guida la destra populista, il Partito del Progresso. Cavalli di battaglia della Jensen, che ottiene comunque qualche seggio in piu’, sono la drastica restrizione dell’immigrazione e l’abbassamento delle tasse con i soldi che arrivano dalla vendita del petrolio. Le posizioni estreme della Jenesen imbarazzano talvolta gli altri partiti dell’opposizione: ma il Partito Conservatore, terzo schieramento del paese, capeggiato da Erna Solberg, è favorevole a una coalizione. I risultati la danno in vistosa crescita. La Norvegia è il quinto paese esportatore di petrolio, il secondo al mondo per ricchezza pro-capite. Nel 1994, i Norvegesi rifiutarono con un referendum di avviare le procedure per l’integrazione in Europa. Una questione scomoda, anche per il premier uscente, quasi rimossa dalla campagna elettorale.