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Un anno fa il fallimento della Lehman Brothers. E' cambiato qualcosa?

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Un anno fa il fallimento della Lehman Brothers. E' cambiato qualcosa?

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“Che tristezza!”. “Non è una bella cosa.” “Sono fuori di me.” “E’ una tragedia.”

“Da quanto lavora qui?” “Ventitre anni.” “Cosa farà adesso?” “Non ne ho idea, per ora sono sotto choc.” Questi alcuni commenti un anno fa dei dipendenti della Lehman. La prestigiosa banca d’affari americana, in attività da 158 anni, annuncia il fallimento dopo un weekend di trattative disperate colle autorità americane che decidono di lasciarla colare a picco. L’ex presidente dell’istituto, Larry McDonaldm autore di un libro in cui denuncia quella decisione, ricorda: “Quel giorno ha cambiato il mondo. Ero ko, distrutto. Per tre volte qualcuno mi ha messo giu’ il cellulare, tanta era la disperazione. Tutti quelli con cui parlavo erano sconvolti; è stato come vedere piangere dei giganti.” Il giorno dopo invece le autorità pubbliche americane decidono invece di nazionalizzare il colosso mondiale dell’assicurazione, AIG, e la banca d’affari Meryll Lynch. Miliardi di dollari vengono pompati in vari gruppi finanziari al fine di evitare la catastrofe. Il 29 settembre pero’ il Congresso respinge il piano di salvataggio, settecento miliardi di dollari, proposto dalla Casa Bianca. Wall Street s’inabissa: il Dow Jones perde 777 punti. “Secondo me, dice un trader, il mercato ha reagito cosi’ male perché l’impressione immagino fosse ‘non c‘è un progetto, non sappiamo dove andremo a finire, è la politica a decidere, cosa faremo adesso?’” Riveduto e corretto, il piano di salvataggio sarà approvato qualche giorno dopo. Gli aiuti erogati dal governo federale si moltiplicano – l’obiettivo è anche di riequilibrare il mercato immobiliare, il cui crollo nel 2007 ha innescato la crisi dei subprimes, all’origine del crac finanziario che seguirà. Regolamentare il sistema, elaborare dei dispositivi di allerta, ci si era detti. Un anno dopo, secondo Richard Bookstaber, esperto di finanza, non è cambiato quasi nulla. “Sappiamo già che per esempio la Goldman ha aumentato la sua posizione di rischio, cogli utili che ne derivano. E’ un brutto segno perché altri si sentiranno in obbligo di fare altrettanto.” Eppure, ancora in queste ore, la Casa Bianca ha avvertito Wall Street: siate responsabili, e rispettate le regole, oggi ci sono.