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Lehman Brothers, un anno dal crollo che ha cambiato la storia della finanza

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Lehman Brothers, un anno dal crollo che ha cambiato la storia della finanza

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Un anno fa, il fallimento di Lehman Brothers dava improvvisamente il segno della crisi: la banca d’affari americana chiudeva così una storia lunga 158 anni.

La bolla immobiliare era esplosa, i mutui subprime, ormai scoperti, sembravano non avere né padri né madri, e c’era chi sperava che tutto finisse lì, con un intervento pubblico. Invece Washington, che già in primavera era intervenuta per Bear Stearns – facendola rilevare da JPMorgan – stavolta lasciò che la natura facesse il suo corso. Ma il peggio doveva ancora venire. “Se ti guardi indietro adesso, a un anno fa, ti rendi conto che era scritto, che dovesse succedere quello che è successo” afferma un trader. “In quei giorni era snervante venire al lavoro, era una punizione psicologica” ricorda un altro. Anche Wall Street fu sorpresa dall’ampiezza della crisi, non se l’aspettava nessuno. Gli operatori erano al collasso, una crisi dopo l’altra, o un’epidemia. Uno di loro spiega: “Andavi a casa il venerdì con Bear Stearns. Tornavi il lunedì, e non esisteva più. Andavi a casa il venerdì con Merrill Lynch, tornavi il lunedì ed era sparita anche quella. Nessuno aveva mai nemmeno sognato di vedere giorni come quelli, e spero che non li vedremo mai più”. La crisi passò di banca in banca, e generò mancanza di liquidità, che mise in ginocchio varie aziende, prima che i governi e le banche centrali intervenissero, anche in Europa, per tappare le falle di alcuni grandi istituti, spingerli a facilitare l’accesso al credito per le imprese, soprattutto medio-piccole, e immettere liquidità sui mercati. A un anno di distanza, il precipizio si allontana, ma la crisi è ancora presente.