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Irlanda, si ricompone il fronte del No al referendum sul Trattato di Lisbona

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Irlanda, si ricompone il fronte del No al referendum sul Trattato di Lisbona

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Si va ricomponendo in Irlanda il fronte del No al referendum sulla ratifica del Trattato europeo di Lisbona. Declan Ganley, ricco uomo d’affari, rivedendo le promesse fatte a giugno, ha annunciato un suo impegno diretto in vista del voto del 2 ottobre.

“Sì al lavoro? E chi è contro il lavoro? Sì all’economia? E chi è contrario? E’ ridicolo. Niente di tutto ciò ha a che fare con questo documento. Il Trattato di Lisbona non ha a che fare con questi temi. In effetti, chiunque abbia a cuore gli interessi irlandesi, la creazione di nuovi posti di lavoro e l’economia, deve concludere che è il Trattato di Lisbona che è sbagliato”. La scesa in campo di Ganley ha offerto ai sostenitori del Sì, e in primo luogo al premier Brian Cowen, un argomento in più di campagna. Ganley infatti aveva promesso di non occuparsi del referendum dopo la netta sconfitta del suo partito alle elezioni di tre mesi fa. “Il governo è impegnato per il Sì. Ci sono molte buone ragioni per votare a favore del Trattato, e poi saranno gli elettori stessi a giudicare il comportamento di Mr.Ganley”. Gli esiti del voto, da cui dipenderà il futuro delle istituzioni europee, restano incerti. I sondaggi danno il Sì tra il 52 e il 62 per cento, il No al 23.25 per cento, e gli indecisi tra il 15 e il 23 per cento. Cifre che incoraggiano gli europeisti, ma che potrebbero facilmente cambiare.