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Dopo due guerre Al Qaeda continua a fare adepti

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Dopo due guerre Al Qaeda continua a fare adepti

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Dall’11 settembre 2001, la minaccia principale per gli Stati Uniti e il resto del mondo è al Qaeda. Viene lanciata la lotta contro il terrorismo, che si traduce in due guerre.

Prima in Afghanistan dove i taleban offrivano rifugio all’organizzazione di Osama Bin Laden. L’amministrazione Bush attacca poi l’Iraq nel 2003 con il pretesto che Saddam Hussein sostiene Al Qaeda ed è in possesso di armi di distruzione di massa. Negli anni successivi gli argomenti a favore della guerra preventiva verranno smentiti dai fatti. Le accuse verranno dichiarate infondate, anche dal Senato statunitense. All’epoca Bush canta vittoria, ma le due guerre trasformano l’Europa in bersaglio dei jihadisti. L’11 marzo 2004 le bombe colpiscono alcune stazioni di Madrid, uccidendo 191 persone e ferendone 1800. Un anno dopo viene colpita la Gran Bretagna, fedele alleata degli Stati Uniti: quattro esplosioni nella rete di trasporti pubblici fanno 56 morti, 700 feriti. Da allora al Qaeda non ha compiuto attentati così vasti e organizzati. Ma Bin Laden e il suo numero due Ayman al-Zawahiri non sono stati ancora scovati. Potrebbero nascondersi nel Waziristan, regione del nordest del Pakistan che sfugge a qualsiasi controllo. E’ da lì che inviano i loro messaggi scritti, audio o video sul web. Non sembrano più essere capaci di organizzare un’azione di grande portata, ma le idee di Al Qaeda continuano ad attecchire nel mondo. Fa adepti in Medio Oriente e in Africa. Di recente la sua zona di influenza si è estesa a una parte della regione del Sahel, dove sono stati compiuti diversi attacchi di minore intensità. La maggior parte degli esperti ritiene che le operazioni militari in Iraq e in Afghanistan hanno contribuito a creare nuovi jihadisti nel mondo. Attraverso la propaganda affidata a migliaia di siti islamisti al’organizzazione terroristica continua ad attirare volontari per la Jihad. La nebulosa Al Qaeda, nonostante sia sotto pressione anche sotto l’amministrazione Obama, resta inafferabile.