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Sequestra il Boeing per "salvare" il Messico, arrestato

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Sequestra il Boeing per "salvare" il Messico, arrestato

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Dice di avere agito per “ispirazione divina”, manifestatasi in volo. Sta di fatto che José Flores, pastore evangelico boliviano, ha fatto passare momenti di panico ai 104 passeggeri e 8 membri di equipaggio del Boeing della Aeromexico dirottato sui cieli messicani.

Il protagonista del dirottamento – conclusosi senza conseguenze – Bibbia alla mano, ha parlato di un pericolo imminente per il Messico, a causa di un terremoto. Da qui, la necessità di parlare con il presidente Felipe Calderon. Il Ministro della Sicurezza Pubblica Garcia Luna ha spiegato il ragionamento dell’uomo. “Sul volo – ha detto – ha raccontato che era il 9 settembre 2009, cioè 9-9-9 e che quei numeri, rovesciando la pagina, avrebbero dato 6-6-6, dunque, in qualità di pastore ha detto di temere un grave pericolo per il Paese”. Il volo era decollato da Cancun, diretto a Città del Messico, dove poi è atterrato senza problemi. I passeggeri a bordo erano in prevalenza di nazionalità messicana, statunitense e francese. Una volta giunto sulla pista dell’aeroporto, i poliziotti federali hanno concluso l’operazione di salvataggio con un blitz di tre minuti, senza feriti. Alcuni passeggeri sono in un primo momento stati ammanettati, ma per errore, le forze dell’ordine pensavano infatti che i dirottatori fossero diversi. Il dirottatore, l’unico, era già noto alla polizia in quanto alcolizzato e tossicodipendente. Frutto della sua fantasia anche l’ordigno con il quale ha minacciato di fare esplodere l’aereo: due semplici lattine di succo di frutta.