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Presidenziali afgane: in alto mare il conteggio dei voti

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Presidenziali afgane: in alto mare il conteggio dei voti

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Potrebbero volerci mesi prima di sapere chi è il nuovo presidente dell’Afghanistan. Si staglia sempre più netta l’ombra dei brogli dietro le elezioni presidenziali del 20 agosto. La Commissione elettorale ha scrutinato oltre il 90% dei voti. Il presidente uscente Ahhmid Karzai sarebbe quasi al 49% mentre l’ex ministro degli esteri Abdullah Abdullah, lo sfidante, sarebbe fermo al 31,7%. I voti di almeno 600 sezioni sono però stati considerati nulli. Qualche giorno fa altri 200.000 erano stati invalidati.

Secondo gli osservatori della commissione indipendente le irregolarità riscontrate a Ghazni, Paktika e Kandahar sono talmente gravi da giustificare un’indagine. Qualcosa di più di un sospetto dunque. Una situazione denunciata da giorni dal candidato sconfitto Abdullah Abdullah: “Per me non è una sorpresa, sono solo dispiaciuto per la gente afghana. È una brutta sorpresa”. Il rischio è quello di lasciare per mesi il Paese in una sorta di limbo politico, ma nemmeno l’amministrazione Obama se la sente di dare il suo placet a queste contestatissime consultazioni “Il presidente Karzai esce vincitore, ma nessuno crede che la sua vittoria sia completamente legittima”, dice un analista. Washington considera quello attuale il peggior scenario possibile: rivotare è inconcepibile. Troppi i problemi logistici e quelli legati alla sicurezza dopo gli attacchi dei Taleban che hanno fatto di tutto per far fallire la consultazione, ma la nuova democrazia afghana che esce dalle urne rischia di essere una democrazia zoppa.