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Attesa per il discorso di Obama sulla riforma sanitaria che divide gli Usa

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Attesa per il discorso di Obama sulla riforma sanitaria che divide gli Usa

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La copertura sanitaria garantita a tutti, il timore di vedersi privati quello che hanno già. La riforma della sanità negli Stati Uniti vede a confronto due Americhe, in attesa del discorso del loro presidente.

Barack Obama si rivolge stasera alle due camere del Congresso riunite straordinariamente,questa volta non per un discorso sullo Stato dell’Unione o per ascoltare le prime parole di un presidente. La riforma sanitaria è un tema delicato che segnerà il futuro della presidenza Obama e dei democratici: “Credo che sia un pò esagerato affermare che da questa questione possa dipendere il suo successo o il suo fallimento”, afferma Carroll Dohert, direttore associato Pew Research center. “Ma è comunque un punto importante perché in gioco c‘è il suo prestigio personale e la sua reputazione politica”. Obama mira a tagliare i costi del sistema sanitario e a estendere l’assistenza a chi ne è privo. Il suo discorso confirmerà o meno la sua intenzione di giocare il ruolo di mediatore per ottenere un accordo bipartisan. “Nel Congresso e nel Paese c‘è stato un dibattito acceso per molti mesi”, ha detto Obama dall’Ohio. “Il dibattito va bene, è importante perché alla fine grazie a questo avremo un buon risultato. Ma ogni discussione a un certo punto ha una fine. Arriva il momento di prendere decisioni e di agire”. Quarantasei milioni di statunitensi non hanno assistenza sanitaria. E per ora lo Stato si fa carico solo degli ultrasessantacinquenni e dei più poveri. I primi temono tagli al sistema Medicare. Il costo della riforma, che il presidente intende far passare entro fine anno, è di almeno 705 miliardi di euro su dieci anni. Secondo Obama le assicurazioni non potranno più rifiutare la copertura sanitaria. A dividere democratici e repubblicani è anche l’idea di Obama di introdurre una “public option”, la possibilità per il governo di creare una propria società di assicurazione in concorrenza con i privati. Respinta dai repubblicani e anche dai democratici centristi che propongono la creazione di cooperative di assicurazione no-profit.