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A rischio il Sì dell'Irlanda al Trattato di Lisbona

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A rischio il Sì dell'Irlanda al Trattato di Lisbona

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Un recente sondaggio rivela che i “Sì” sono scesi sotto il 50%. Un crollo di 8 punti percentuali secchi rispetto alle ultime inchieste. I favorevoli sono ora il 46%

Il 29% degli intervistati afferma che voterà contro il documento: un punto in più rispetto allo scorso maggio. Cresce di sette punti il partito degli indecisi, al 25%. Il premier Cowen spiega le ricadute negative di una vittoria dei No: “Due su tre dei nostri posti di lavoro dipendono dai mercati europei. Spero che la gente che andrà a votare consideri questo fatto”. In Europa, il trattato di Lisbona potrà entrare in vigore solo se ratificato da tutti e 27 i paesi membri. Oltre all’Irlanda, che ha scelto la via referendiaria, il Trattato deve ancora essere ratificato da Germania, Repubblica Ceca, e Polonia. La rimonta stimola gli euroscettici come il socialista Joe Higgins: “Ratificare questo trattato darebbe il via libera allo sfruttamento dei lavoratori stranieri e a condizioni di lavoro indegne in larga parte degli stati membri”. Gli irlandesi hanno già respinto il trattato in una prima votazione nel 2008. Il referendum irlandese, il 2 ottobre è atteso in tutta Europa per sbloccare il nuovo trattato o sotterrarlo definitivamente.