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Cina: tensione sempre altissima nello Xinjiang

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Cina: tensione sempre altissima nello Xinjiang

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Urumqui, la capitale della regione autonoma dello Xinjiang resta presidiata da centinaia di uomini delle forze antisommossa. Le autorità cinesi temono nuovi scontri tra la comunità han maggioritaria in città e quella uigura turcofona e di fede musulmana. Nei giorni scorsi la tensione era tornata a salire e 5 persone erano state uccise nel corso di scontri. “Il governo centrale cinese ha cacciato il capo del Partito comunista cittadino – spiega una signora di etnia Han – la sua rimozione pero’ non basta.” “La gente non ne puo’ piu – rincara la dose un altro abitante della capitale – abbiamo paura e molti di noi non possono piu andare a lavorare perchè temono di venire aggrediti a colpi di coltello e siringa”.

A partire da metà agosto in città sono stati segnalati misteriosi attacchi con siringhe e coltelli contro decine di passanti. Attacchi che avevano provocato una nuova ondata di scontri intertnici durante i quali 5 persone erano state uccise. Voci non confermate attribuivano gli attacchi ai separatisti uiguri. Ora il oro quartiere è stato sigillato. Il governo teme sommosse come quello che a inizio luglio provocarono quasi 200 morti