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Afghanistan: il comandante dell'Isaf promette seria inchiesta sulla strage nel nord del paese

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Afghanistan: il comandante dell'Isaf promette seria inchiesta sulla strage nel nord del paese

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La Nato cerca di ricucire le relazioni con la popolazione afghana, dopo lo strappo profondo provocato dalla strage nel nord del paese. Ma l’impresa sembra essere ardua.

Nel raid secondo le autorità locali vi sono state molte vittime civili anche se l’obiettivo dichiarato erano i Taleban. Il comandante dell’Isaf, il generale Stanley McChrystal ha trasmesso alla tv afghana un messaggio e si è recato all’ospedale di Kunduz: “Non conosco con precisione tutti i fatti e non voglio compiere un’inchiesta approssimativa che tiri conclusioni inappropriate. Ma quello che ho visto oggi chiaramente, andando all’ospedale è che ci sono alcuni civili che sono rimasti feriti sul luogo del bombardamento”. Riuniti a Stoccolma i ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’Unione europea hanno criticato il raid della Nato. Ma Berlino, il cui contingente è responsabile dell’area dove è avvenuto l’attacco, si difende: “I Taleban – spiega il ministro tedesco della difesa Frany Josef Jung – si erano impossessati delle cisterne e questo rappresentava per i nostri uomini una chiara minaccia. Inoltre è stato confermato anche che i ribelli si trovavano in questa zona che poi è stata colpita.” A Kunduz sono cominciate le sepolture delle vittime del raid. Il bilancio ufficiale è di una novantina di morti. Tra loro persone che stavano prelevando la benzina dalle autobotti rubate dai Taleban alle forze dell’Isaf.