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Afghanistan: paura e rabbia all'indomani della strage delle cisterne

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Afghanistan: paura e rabbia all'indomani della strage delle cisterne

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Sotto choc. Con i militari delle forze Nato in stato d’allerta e i taleban che estendono sempre piu il loro raggio d’azione. La strage che ieri ha causato la morte di una novantina di persone ha provocato un ondata di emozione tra la popolazione afghana.

Gli ospedali della regione di Kunduz sono pieni di feriti molti dei quali bambini. L’aviazione Nato guidata da terra dal contingente tedesco ha effettuato un raid colpendo due camion cisterna sequestrati poco prima dai ribelli che stavano distribuendo il carburante anche alla popolazione. “Abbiamo vissuto trent’anni sempre in guerra. Ora vorremmo la pace ma siamo paralizzati, terrorizzati da quanto successo ieri. Non sappiamo piu dove scappare per stare al sicuro” spiega quest’abitante di Angorbahr capoluogo di questa provincia nord-orientale che solo poco tempo fa veniva considerata relativamente sicura. Karzai ha condannato la strage: un gesto obbligato. Il prossimo cambio di strategia annunciato dalla Nato per riconquistare la fiducia della gente sembra sempre piu urgente. La situazione si complica ogni giorno di piu.