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Iran: Ahmadinejad e i pericoli interni

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Iran: Ahmadinejad e i pericoli interni

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Il voto del Parlamento era un test pericoloso, per Mahmoud Ahmadinejad, dopo le contestazioni che avevano seguito la sua rielezione, il 12 giugno scorso. Già nel 2005, il presidente iraniano si era visto respingere 4 ministri: questa volta, la sfiducia del Parlamento si è limitata a tre nomi. Ma il campo conservatore, anche se si è dimostrato abbastanza unito al momento del voto, ha comunque mostrato crepe evidenti quando sono state espresse alcune critiche su certe scelte del presidente. Divisioni delle quali il potere iraniano ha dovuto tenere conto, secondo questa analista: “Non si può dire che sia senza conseguenze: ci sono alcuni uomini forti, molto leali al sistema, e anche molto sospettati a livello internazionale. E nello stesso tempo, sono state presentate anche tre donne, anche se poi una sola ha avuto la fiducia, ed è forse una specie di test” Un altro scoglio per Mahmoud Ahmadinejad è rappresentato dalle sue relazioni con Ali Khamenei. Dopo averlo vigorosamente appoggiato all’indomani del voto e fino all’investitura del mese scorso, la guida suprema sembra prendere le distanze. A fine luglio, ha messo fine alle polemiche sulla scelta del vice-presidente, ordinando l’esclusione del candidato scelto da Ahmadinejad. Il 26 agosto scorso, ha ammesso che le proteste di piazza non erano il frutto di un complotto occidentale: “Non mi è stata presentata alcuna prova di queste affermazioni”, ha detto. Queste divisioni del campo conservatore pesano naturalmente anche sulla politica estera di Teheran, anche in relazione ai negoziati sul nucleare. Martedì scorso, il delegato iraniano all’ONU aveva preannunciato nuove proposte. Due giorni dopo, Ahmadinejad sfidava di nuovo il mondo, sottolinenando che le prime sanzioni adottate dall’ONU non avevano per nulla fatto cambiare idea a Teheran. “In relazione alla questione nucleare, gli iraniani seguiranno sempre la loro visione delle cose e la loro tattica, o il loro modo di trattare, andranno avanti con questo tira e molla, dicendo una cosa e poi il suo contrario. Cercano di tenere il più a lungo possibile nell’incertezza l’interlocutore occidentale”. Secondo l’agenzia internazionale dell’energia atomica, l’Iran si mostra un po’ più collaborativo, ultimamente, nel fornire informazioni, ma continua a non rispondere alle questioni di fondo sulla natura eventualmente militare del suo programma nucleare.