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Immigrazione, l'Europa reagisce a Berlusconi

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Immigrazione, l'Europa reagisce a Berlusconi

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L’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’immigrazione torna in primo piano come conseguenza della sortita del presidente del consiglio italiano. Silvio Berlusconi ha minacciato martedì di bloccare l’attività dell’Unione dopo che il portavoce del Commissario alla giustizia aveva chiesto informazioni su un respingimento, avvenuto domenica, di un barcone con 75 migranti.

“Nella sostanza, Berlusconi ha ragione – dice il capogruppo del Partito Popolare Joseph Daul -, perché sono 2 anni che diciamo che la Comunità deve occuparsi di chi è espulso dalla Libia o da altri Paesi e per il momento non ci sono che Malta e l’Italia che accolgono queste persone. L’Unione non ha fatto il suo dovere”. “Abbiamo bisogno di una politica comune europea sull’immigrazione e l’asilo – afferma il presidente del Partito Socialista Poul Nyrup Rasmussen – e questa deve essere coordinata col rispetto dei diritti umani fondamentali”. Dal canto suo, il commissario Jacques Barrot, competente per l’immigrazione, ha ribadito che la richiesta d’informazioni rientra pienamente nelle competenze della Commissione. Proprio ieri l’esecutivo comunitario ha presentato un progetto per accrescere il numero dei rifugiati africani e del Medio Oriente che possono essere accolti in territorio europeo.