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Anders Fogh Rasmussen, Segretario generale della Nato

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Anders Fogh Rasmussen, Segretario generale della Nato

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“Noi prevarremo in Afghanistan. Resteremo fino a quando sarà necessario per rendere il Paese sicuro. Non possiamo permettere che l’Afghanistan diventi di nuovo un rifugio sicuro per i terroristi”.

Rasmussen: “In Afghanistan avremo la meglio” L’offensiva dei taleban tra Afghanistan e Pakistan, i nuovi equilibri dell’Alleanza Atlantica nell’era Obama. Euronews ne ha parlato con il nuovo Segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. L’ex premier danese affronta anche il problema dei rapporti con la Russia per superare le difficoltà in Asia Centrale. Con Mosca è l’ora di giocare la carta della distensione. euronews: Anders Fogh Rasmussen: benvenuto a euronews al nuovo Segretario generale della Nato. Anders Fogh Rasmussen: Grazie. euronews: Non è preoccupato per la situazione in Afghanistan? La violenza è in aumento, nonostante il processo elettorale, ci sono poi molte difficoltà per le truppe Nato. AFR: La situazione in Afghanistan non è soddisfacente, dobbiamo fare di più. Dobbiamo aumentare i nostri sforzi dal punto di vista militare, così come nell’ambito della ricostruzione civile. In particolare, dovremmo sviluppare ulteriormente la capacità delle forze di sicurezza afgane. euronews: L’“Afghanizzazione” del conflitto equivale a una “vietnamizzazione” del conflitto. Non teme che l’Afghanistan si possa trasformare in una sorta di fallimento militare, un fallimento politico, per la Nato, ma anche per gli Stati Uniti, così come è avvenuto in Vietnam più di 30 anni fa? AFR: No, non si possono fare paragoni. In Afghanistan noi prevarremo. Resteremo nel Paese fino a quando necessario per rendere il Paese sicuro. Non possiamo permettere che l’Afghanistan diventi di nuovo un rifugio sicuro per i terroristi. euronews: Ci sono però rapporti allarmanti che vengono dai vertici militari degli Stati Uniti secondo i quali la situazione si starebbe deteriorando in Afghanistan… AFR: Dal punto di vista militare dovremmo rafforzare le forze di sicurezza nazionali afgane, dovremmo addestrare e istruire più soldati afgani. Questo è esattamente il punto principale del quale occuparsi nei prossimi mesi: mettere in atto una missione di addestramento. Per ora abbiamo iniziato un processo di creazione di forze. Invito tutti gli alleati a fornire personale che possa addestrare e anche risorse per la missione di addestramento. euronews: Non crede che il problema sia nell’attuale governo afgano, nelle attuali istituzioni afgane? Stanno lavorando come dovrebbero? Karzai, ad esempio, ha bisogno del sostegno di signori della guerra, come Dostum. AFR: Certo, l’Afghanistan deve rispettare le convenzioni internazionali e attenersi agli obblighi internazionali che includono anche il rispetto dei diritti umani. Ma prima di tutto, e, soprattutto, siamo in Afghanistan per migliorare la situazione della sicurezza, anche la nostra sicurezza, perché se i taleban mettono di nuovo radici in Afghanistan, allora c‘è un rischio concreto che il terrorismo si diffonda attraverso l’Asia Centrale e anche oltre. euronews: Ritiene che la Russia possa impegnarsi a risolvere questi problemi in Afghanistan? AFR: Certo, ma noi cooperiamo già con la Russia e apprezziamo molto il fatto che la Russia abbia accettato le rotte di transito per facilitare le operazioni dell’ISAF. Non escluderei la possibilità che la Russia possa fornire un contributo ancora maggiore in futuro. euronews: Che tipo di contributo si attende dalla Russia?

AFR: Dipende molto dalla Russia e dall’Afghanistan. Come ho sottolineato prima, abbiamo bisogno di più persone che possano fornire addestramento per aumentare la capacità delle forze di sicurezza afgane.

euronews: Parlando dello scudo antimissile in Polonia e in Repubblica Ceca, crede che l’idea di fermarne lo sviluppo sia un’idea degli Stati Uniti per cercare di coinvolgere la Russia in altre aree come l’Afghanistan?

AFR: Non conosco nei dettagli le considerazioni fatte dagli Stati Uniti. Suppongo che Washington farà un’analisi dettagliata di quali siano le necessità per proteggere gli Stati Uniti e l’Europa da attacchi missilistici. Per quanto riguarda la Russia sono del tutto a favore di una totale trasparenza e anche impegno da parte di Mosca nella difesa missilistica. Alla fine, abbiamo gli stessi problemi in rapporto alle minacce alla sicurezza, gli stessi interessi e le stesse preoccupazioni dei russi.

euronews: Questo è un nuovo approccio verso la Russia, qualcosa è cambiato…

AFR: Sì, credo dovremmo concentrarci maggiormente sulla cooperazione a livello pratico in aree nelle quali condividiamo con i russi preoccupazioni a proposito di sicurezza. Prendete il terrorismo, ad esempio: di recente la Russia ha avuto esperienza diretta di attacchi terroristici; La Russia sa cosa sia il terrorismo. Credo che l’anti-terrorismo sia un esempio concreto di un settore nel quale dovremmo impegnarci a cooperare con la Russia a livello pratico. Nel medesimo contesto possiamo prendere l’Afghanistan per fare un altro esempio. La non proliferazione delle armi di distruzione di massa è un’altro settore dove esistono interessi comuni, così come lo è la lotta alla pirateria. Credo che dovremmo concetrarci nella cooperazione a livello pratico in questi ambiti. Allo stesso tempo però non dobbiamo dimenticare che la Russia ha degli obblighi internazionali, incluso il rispetto per i diritti umani, per la libertà politica e l’integrità territoriale dei suoi vicini.

euronews: Sta parlando della Georgia e anche dell’Ucraina immagino…

AFR: Sì, credo sia un principio di base che ogni Paese sovrano abbia il diritto di stabilire alleanze da solo. Credo sia un principio di base al quale dovremmo attenerci.

euronews: Stabilendo questo principio lei intende dire che Ucraina e Georgia potranno un giorno, se lo vorranno, fare domanda per entrare nella Nato. Non crede che questo potrebbe preoccupare la Russia e diventare dunque un ostacolo per avere buone relazioni tra Nato e Russia?

AFR: Direi di no, è una discussione prematura, e anche un po’ ipotetica per ora. Tuttavia non sorprende che il summit della Nato a Bucarest nel 2008 abbia deciso che la Georgia e l’Ucraina diventeranno membri della Nato, a patto che rispettino i criteri necessari. Per ora non è così e questa è la ragione per la quale la Nato ha deciso di dare inizio a una cooperazione di tipo pratico con i due Paesi, poi vedremo cosa succederà in futuro.