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Al-Megrahi: il governo britannico si difende, l'opposizione attacca

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Al-Megrahi: il governo britannico si difende, l'opposizione attacca

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“È stata una decisione presa in perfetta autonomia dalla Scozia”: il governo britannico respinge le accuse, nega di aver fatto pressioni perché Abdel Basset al-Megrahi, in fin di vita, venisse rimandato in Libia.

La decisione di scarcerare l’unico condannato per l’attentato di Lockerbie, in effetti, è stata presa dalle autorità scozzesi. E il premier britannico Gordon Brown, oggi, ribadisce: “Da parte nostra non ci sono state coperture, né cospirazione, né doppio gioco, né accordi petroliferi, né il tentativo di condizionare l’esecutivo scozzese, né rassicurazioni personali al colonnello Gheddafi. Abbiamo sempre detto chiaramente ai libici e tutti gli altri che si trattava di una decisione di competenza del governo scozzese” Affermazioni alle quali l’opposizione conservatrice risponde per bocca del leader, David Cameron, in testa nei sondaggi, quando manca meno di un anno alle elezioni. “Da una parte Gordon Brown ha completamente rifiutato di esprimere la propria opinione sul rilascio di quello stragista. Dall’altra, ha dato un contentino alla Libia dicendo di non volerlo veder morire in prigione, e questo è doppio gioco”, accusava Cameron, proprio mentre il governo scozzese finiva sotto in Parlamento: dopo un lungo dibattito, è stata approvata una mozione di censura, senza conseguenze ulteriori, per la decisione dell’esecutivo di liberare Al Megrahi: una conclusione che forse sarebbe stata diversa, se non vi fossero state tutte le polemiche per l’accoglienza trionfale riservata due settimane fa al libico, al rientro in patria, e ritrasmesse su megaschermo nel corso della festa per il quarantennale della rivoluzione libica.