ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Polonia: il primo settembre 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale

Lettura in corso:

Polonia: il primo settembre 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale

Dimensioni di testo Aa Aa

Sono le 4 e 45 del primo settembre del 1939 quando la nave da guerra tedesca Schleswig-Holstein inizia a bombardare la fortezza polacca di Westerplatte. E’ qui, nel golfo di Danzica che inizia ufficialmente la seconda guerra mondiale. Un’aggressione che Adolf Hitler fa eseguire senza lanciare una dichiarazione di guerra. Ma è l’avvio di una discesa alle tenebre, di cui la Polonia diventa la prima vittima.

Il destino del paese dell’est era stato segnato poche settimane prima, il 23 agosto con la firma del trattato di non agressione tra Germania e Urss. Il patto Molotov-Ribbentrop, dal nome dei ministri degli esteri dei due paesi, prevede in segreto anche la spartizione della Polonia. I carri armati dell’Armata rossa invadono quindi la parte orientale del paese il 17 settembre. Inizia la repressione ad ogni tentativo di resistenza nelle zone di occupazione da parte di truppe tedesche e sovietiche. Nel silenzio generale si susseguono le stragi. Come il massacro di Katyn, pianificato per stroncare le elites militari e civili polacche. Piu’ di venti mila persone vengono uccise nel 1940 per ordine di Stalin. Uno sterminio che i nazisti scoprono nel 1943, nel corso della loro avanzata verso l’Unione Sovietica. Ma Mosca per anni ne attribuisce la responsabilità alla Germania, fino al 1989 quando Gorbachov ammette la mano omicida del regime stalinista. Secondo il nipote dell’ex ministro Molotov, il nonno ha sempre considerato il patto come un accordo decisivo per vincere sul nazismo: “Molotov – dice Vyacheslav Nikonov – non era a favore delle purghe. Diceva che erano stati commessi moltissimi errori da parte della leadeship sovietica, ed era dispiaciuto per i numerosi morti. Ma non ha mai considerato il patto come qualcosa di cui si sarebbe pentito”. L’accordo tra Berlino e Mosca seguirà poi con l’annessione dei paesi baltici all’Unione Sovietica. Lituania, Lettonia ed Estonia ritorneranno indipendenti non prima di mezzo secolo dopo.