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Economia e occupazione, le principali sfide di Hatoyama

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Economia e occupazione, le principali sfide di Hatoyama

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Reinventare il modello giapponese. Il futuro capo del governo Yukio Hatoyama ha di fronte grandi sfide, innanzitutto rilanciare un’economia ancora fragile che ha attraversato la sua più grave recessione dal 1945.

Il Giappone è tornato a crescere dopo quattro trimestri consecutivi con segno meno, ma gli analisti mettono in guardia. Sull’intero 2009 il pil sarà negativo, -6 per cento. Se la produzione industriale è in ripresa, con una crescita dell’1,9 per cento a luglio, lo stesso mese la disoccupazione ha raggiunto il suo livello record in sei anni: il 5,7 per cento della popolazione attiva è senza lavoro. Gli analisti ritengono che la crescita della produzione sia effetto delle misure di rilancio e temono che per questo sia di breve durata. Il partito democratico del Giappone ha promesso di far ripartire l’economia, ma il suo programma si scontra con una questione cruciale: come finanziare la crescita quando il debito pubblico ha già raggiunto oltre il 170 per cento del pil. Intendetagliare le tasse per le piccole imprese, aumentare il salario minimo, abolire i pedaggi autostradali per rafforzare il potere d’acquisto in un Paese in deflazione. Rafforzare in particolare quello degli anziani, spesso costretti a lavorare fino a tarda età e istituire una pensione minima garantita di 520 euro. L’invecchiamento pesa sul futuro del Paese. Dai 128 milioni di abitanti di oggi l’arcipelago potrebbe passare a meno di cento milioni entro il 2050. E dal 2015 più di un giapponese su quattro dovrebbe avere intorno ai 65 anni: un fenomeno che complica il finanziamento delle prestazioni sociali e delle spese sanitarie. Per questo il futuro governo intende portare a 4000 euro il bonus per i nuovi nati e versare un sussidio mensile di 190 euro per figlio, oltre a rendere parzialmente gratuite le spese scolastiche. Altra promessa elettorale la lotta contro la povertà. Il prossimo governo dovrebbe istitutire un sussidio per i senza lavoro che hanno esaurito i loro diritti alla disoccupazione. Nel 2009 un terzo dei lavoratori giapponesi è precario, erano un quinto nel 1990. Economia, pensioni, lavoro, povertà, questa l’equazione da risolvere per la nuova maggioranza democratica mentre sta per consumarsi un passaggio chiave: nel 2010 la Cina dovrebbe sottrarre al Giappone il secondo posto tra le potenze economiche mondiali.