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Berlusconi e Gheddafi posano prima pietra autostrada del deserto

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Berlusconi e Gheddafi posano prima pietra autostrada del deserto

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Una visita preceduta e accompagnata dalle polemiche. Quella del Primo ministro italiano Silvio Berlusconi in Libia per celebrare il primo anniversario del Trattato di amizia tra i due Paesi assieme al Colonnello Muammar Gheddafi.

E’ stata l’occasione per posare la prima pietra dell’autostrada che collegherà 1.200 chilometri di coste libiche. Un progetto finanziato dall’Italia, una delle contropartite con cui Roma chiude il contenzioso coloniale. Ma ad inasprire le critiche ci sono i preparativi per celebrare i 40 anni dalla presa di potere di Gheddafi, con la partecipazione delle Frecce Tricolore. E soprattutto il dossier immigrazione e la politica dei respingimenti varata dal governo e voluta dal ministro degli Interni Maroni e dalla Lega Nord. 75 persone provenienti dal Corno d’Africa sono state riaccompagnate in Libia dalla Guardia di Finanza. Si aggiungono agli oltre 1.000 immigrati rispediti in Africa da maggio. Secondo l’opposizione e le associazioni per i diritti umani si tratta in gran parte di persone che avrebbero diritto all’asilo politico.