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Al-Megrahi: ragioni umanitarie o commerciali dietro la liberazione?

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Al-Megrahi: ragioni umanitarie o commerciali dietro la liberazione?

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C‘è stato un accordo con il governo britannico per la sua liberazione?

E’ la domanda alla quale Abdelbaset al-Megrahi non darà mai risposta. In un letto d’ospedale a Tripoli l’ex agente libico, unico condannato per l’attentato di Lockerbie e rilasciato dalla giustizia scozzese il 20 agosto, lotta contro un cancro in fase terminale. Ma gli interrogativi sulla vera ragione del suo rilascio – motivi umanitari o accordi per le forniture di petrolio – vengono rilanciati dalla stampa britannica. Il Primo ministro scozzese Alex Salmond, all’unisono con il governo di Gordon Brown, descrive come semplici falsità le insinuazioni in questione: “E’ stato rilasciato perchè è un uomo in fin di vita” spiega. “Dietro non c‘è altro che la compassione. Nessun accordo politico, nessun accordo sul petrolio. Nulla del genere ha influenzato la decisione”. Le relazioni tra Londra e Tripoli sono state rilanciate, nel 2004, dall’allora Premier Tony Blair. Secondo notizie di stampa la liberazione di al-Megrahi sarebbe stata oggetto delle trattative per sbloccare gli accordi commerciali fra Tripoli e British Petroleum nel 2007.