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Iraq, la morte di Hakim sfida la politica

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Iraq, la morte di Hakim sfida la politica

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E’ giunto a Baghdad il feretro di Abdul Aziz al Hakim, il leader sciita stroncato mercoledì scorso a Teheran da un tumore ai polmoni

Per la cerimonia funebre migliaia di persone si riversano sulla capitale irachena, per l’occasione la sicurezza è massima. Ma il rischio dopo la morte del principale leader sciita è l’instabilità politica, mentre il suo partito, l’ISCI, si prepara per le elezioni di gennaio. Da sempre sostenitore del governo del primo ministro Nuri al Maliki, pochi giorni prima della morte di Hakim, l’ISCI ha annunciato la formazione di una nuova alleanza sciita che non include il primo ministro. “Era una figura centrale della politica irachena, dice un membro sciita del parlamento, certamente l’assenza di una tale figura in un periodo critico come questo si farà sentire con un pesante effetto negativo. Tuttavia credo che l’impegno morale delle diverse forze politiche farà in modo che questa assenza non sia un ostacolo insormontabile”. Da Baghdad, la salma sarà trasportata, prima, nella città santa di Karbala, nel sud del Paese, dove nella principale moschea si terrà una solenne preghiera del venerdì. Il feretro raggiungerà quindi Najaf, altra città santa sciita irachena e luogo di nascita di Hakim.