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Cuba, delegazione Ue teme per le sorti del dissidente Darsi Ferrer

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Cuba, delegazione Ue teme per le sorti del dissidente Darsi Ferrer

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Il trattamento riservato ai dissidenti politici dal regime castrista torna a creare tensione tra Cuba e i Ventisette.

Il caso è quello di Darsi Ferrer. Una delegazione di diplomatici europei a La Havana ha parlato con la moglie di questo medico cubano e attivista per i diritti civili, in carcere da un mese per aver acquistato due sacchi di cemento al mercato nero. “Non è in prigione per i due sacchi di cemento”, sostiene la moglie di Ferrer. “La verità è che è un normale cittadino se la sarebbe cavata con una multa. Mio marito è in prigione per aver sognato, per voler sognare”. La delegazione ha espresso timori per la sorte di Ferrer, tanto più che la data per l’inizio del processo non è stata ancora fissata. “Lo scopo della nostra visita è mostrare interesse per questo caso e affermare che va fatta chiarezza”, sostiene un membro dell’ambasciata svedese alla Havana. Cuba ha criticato l’iniziativa, sostenendo che metterebbe a rischio il dialogo politico con l’Unione, ripreso nel 2008 dopo una sospensione di cinque anni. Ma il caso di Darsi Ferrer non è isolato. Sarebbero più di duecento i detenuti politici nell’isola.