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Opel resta in stand-by, nulla di fatto nella riunione di ieri

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Opel resta in stand-by, nulla di fatto nella riunione di ieri

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Il caso Opel resta una patata bollente per il governo tedesco, a un mese dalle elezioni politiche.

Dall’incontro fra i rappresentanti della General Motors e le autorità tedesche è uscito un nulla di fatto, e si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui Gm intenderebbe tenersi Opel anziché esaudire i desideri di Berlino, riassunti nelle parole del vicecancelliere: “Preferiamo l’idea della vendita a Magna perché permetterebbe di conservare i quattro impianti presenti in Germania”, ha detto Frank-Walter Steinmeier. I sindacati sono sul piede di guerra. Uno dei loro leader, Klaus Franz, spiega perché: “Noi sappiamo che i progetti di General Motors implicano la chiusura degli impianti di Eisenach e Bochum. Se sarà così, non ci sarà accordo con i lavoratori, nessun accordo, né in Germania né in Europa”. Secondo le indiscrezioni circolate sulla stampa, Gm potrebbe risanare la società con un piano di finanziamenti di circa tre miliardi di euro. Comunque sia, la soluzione del problema è ancora una volta rinviata. Con prevedibile disappunto dei lavoratori. “Non sono capaci di arrivare a una soluzione”, commenta uno di loro, mentre una seconda afferma: “Penso che General Motors avesse deciso fin dall’inizio di non vendere Opel”. E infine: “Queste scaramucce non ci porteranno da nessuna parte”. I sindacati minacciano una maxi-manifestazione per il fine settimana davanti all’ambasciata Usa. In gioco ci sono 25 mila posti di lavoro. Berlino ha promesso prestiti per 4 miliardi e mezzo di euro se General Motors opterà per Magna.