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L'Afghanistan lascia dietro di sé una delle giornate più sanguinose della sua storia

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L'Afghanistan lascia dietro di sé una delle giornate più sanguinose della sua storia

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Chi avesse pensato che, passate le elezioni, sarebbero cessate le violenze, si era illuso. Sono 40 i civili morti nell’attentato di Kandahar, più di 60 i feriti, mentre la bomba che ha ucciso quattro soldati americani nel sud del paese ha fatto del 2009 l’anno più mortale per i militari stranieri, con 295 vittime, una più dell’anno scorso, in soli otto mesi.

È questo il paese che si troverà a governare il vincitore dello scontro fra il presidente uscente Hamid Karzai e il suo ex ministro degli esteri Abdullah Abdullah. Secondo i risultati parziali diffusi ieri, i due rivali sarebbero testa a testa, con un leggero vantaggio per Karzai, al 41 per cento, due punti sopra Abdullah. Ma le cifre si riferiscono a meno del 10 per cento dei voti. Lo sfidante continua a denunciare un voto truccato: “Non consentiremo alla massiccia frode di decidere del risultato delle elezioni. Non c‘è nessun dubbio che sia stata architettata una frode da parte dello Stato, e che i brogli siano ampiamente diffusi”. Sono in effetti centinaia le denunce presentate alla Commissione per i reclami elettorali. A pesare sulla legittimità di queste elezioni, ci sarebbe anche l’affluenza, che potrebbe non superare il 35 per cento.